Dentro Streparava

IL CUORE DELL’AZIENDA

Luca Cordioli

Testing Center & Prototype Manager

RICORDI IL TUO PRIMO GIORNO IN AZIENDA? RACCONTACI COM’È ANDATA.

Era il 26 agosto del 2003, ben 18 anni fa! Mi sono trovato in portineria insieme ad Antonio Nicolis e siamo stati accolti dal sorriso di Valerio Brescianini.
Non c’era ancora la bella abitudine di portare i nuovi arrivati a fare il giro dell’azienda per incontrare i nuovi colleghi e così sono andato subito in quello che sento ancora come il “mio” ufficio: Ricerca e Sviluppo.
Qui c’erano ad aspettarmi Francesco Roda, Claudio Mondini e Rossano Pezzotti, ai quali mi sono unito come gruppo di progettazione macchine utensili. L’accoglienza è stata molto calorosa, mi sono sentito subito accolto, anche dal gruppo che stava seguendo la costruzione del famoso prototipo S63.

COM’È STATO IL TUO PERCORSO LAVORATIVO IN STREPARAVA? 

È stato, e lo è tuttora, per me entusiasmante. Ho cominciato nel gruppo di progettazione macchine utensili ed attrezzature, dove l’esperienza di Roda e Mondini mi ha permesso una grossa crescita tecnica, acquisendo quelle nozioni che nessuna scuola ti può passare. Parallelamente ho lavorato con il gruppo automotive per la progettazione del Daily S2000 Evo, facendo i calcoli strutturali sui componenti della sospensione.
Nel 2008 sono stato nominato responsabile IAE (acronimo che sta per Innovation and Advanced Engineering) dove, insieme a Claudio Mondini, abbiamo sviluppato idee innovative che poi negli anni sono entrate nei nuovi prodotti. Questo periodo è stato molto ricco, sia dal punto di vista umano che professionale, perché abbiamo avuto l’opportunità di lavorare spaziando a 360° tra nuove soluzioni, nuovi clienti e nuovi prodotti.
A marzo del 2009 sono stato nominato responsabile DTP e lì è cominciata una nuova avventura, tra prototipi e prove che mi ha permesso di confrontarmi con tutti i prodotti della nostra azienda, avendo anche il privilegio di lavorare per primi sulle novità che poi sono entrate nel nostro portafoglio.

COSA AMI MAGGIORMENTE DEL TUO LAVORO IN AZIENDA?

La sua varietà! È incredibile con quante cose diverse abbiamo la fortuna di cimentarci ogni giorno in DTP. Prodotti nuovi, prove sempre diverse (abbiamo testato perfino un assale ferroviario!) sono una sfida, ma anche opportunità di crescita tecnica e professionale entusiasmante.

QUAL È STATO IL MOMENTO PIÙ GRATIFICANTE E QUALE QUELLO PIÙ DIFFICILE? 

Ho la fortuna di avere avuto veramente tanti momenti gratificanti, a partire dalla fiducia che ogni volta mi ha dimostrato la famiglia Streparava assegnandomi nuovi incarichi, fino alla soddisfazione di vedere la nascita di tanti nuovi prodotti. Quello che però è per me da esempio è l’accreditamento del nostro Testing Center. È stato un traguardo veramente difficile da raggiungere, ma mi ha fatto capire che con la volontà e la perseveranza, unite alla collaborazione ed allo spirito di gruppo, non ci sono cose impossibili.
Faccio più fatica a ricordare i momenti difficili, sono più che altro amarezze legate a possibilità sfumate, non sempre a causa del nostro lavoro. In particolare, ricordo la commessa Scania che ci ha visti impegnati in DTP per più di due anni, con il riconoscimento del lavoro fatto anche da parte del cliente, anche se purtroppo il contratto non ha avuto un seguito.

QUAL È LA PRIMA COSA CHE FAI APPENA ARRIVI IN AZIENDA? E IL RITUALE AL QUALE NON PUOI RINUNCIARE?

La mattina, come prima cosa, faccio sempre un giro tra i miei colleghi di reparto per salutarli e condividere con loro l’inizio della giornata.
L’unico rituale al quale non riesco proprio a rinunciare è il caffè con i colleghi dopo pranzo, un modo per ricaricarmi e affrontare il lavoro del pomeriggio.

RACCONTACI UN ANEDDOTO CHE SECONDO TE DESCRIVE AL MEGLIO L’ATMOSFERA SUL POSTO DI LAVORO IN STREPARAVA.

Era settembre del 2003 ed ero arrivato da poche settimane. Ho ricevuto una telefonata da Carlotta Martinelli (che non avevo ancora incontrato e quindi non sapevo quale ruolo avesse) che mi ha detto testuali parole: “C’è qui il fagiano per te da ritirare”. Non ho assolutamente capito cosa volesse dire, però ho ringraziato e chiuso la telefonata. Sono andato dalla mitica Edy e le ho chiesto cosa significasse. Lei, che è sempre stata un passo avanti e le sapeva tutte, mi ha detto che il cavaliere (Gino) Streparava come regalo di benvenuto ai nuovi assunti dava un fagiano cacciato da lui. Ecco, questo per me descrive la Streparava: azienda multinazionale con molteplici attività e prodotti all’avanguardia dove però resta intatta un’atmosfera famigliare e i rapporti personali, anche con la proprietà, sono parte integrante del modo di affrontare il lavoro.

QUAL È IL RAPPORTO CON I TUOI COLLEGHI?

Mi trovo molto bene con tutti, cerco di avere un approccio amichevole mantenendo allo stesso tempo la professionalità che è necessaria per fare bene il nostro lavoro.

C’È UN PRODOTTO AL QUALE SEI PIÙ AFFEZIONATO?

Lavorando in DTP abbiamo l’opportunità di vedere passare tra le nostre mani praticamente tutti i prodotti Streparava, che poi però “ci lasciano” per passare alla produzione di serie delle varie divisioni. Quindi sono legato a tutti i prodotti, anche a quelli che abbiamo realizzato solo in fase prototipale e non sono mai entrati in produzione.
Per la mia storia personale in Streparava, però, devo dire che provo particolare affetto per le macchine utensili, specialmente per l’S63 che è stato il primo progetto su cui ho lavorato.

CHE CONSIGLIO TI SENTI DI DARE A CHI VORREBBE ENTRARE A FAR PARTE DEL TEAM STREPARAVA?

Avere sempre voglia di imparare, senza sentirsi appagati ed essere disponibili all’ascolto di tutti.

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